Ai piedi del Gran Sasso, nel borgo di Assergi, la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta si impone come testimonianza di secoli di storia e come punto di riferimento religioso per il legame con San Franco, figura particolarmente amata dal territorio assergese e abruzzese.

L’abside della parrocchiale è integrata nella cinta muraria del borgo e si orienta verso il Gran Sasso. Il prospetto principale invece si affaccia sulla piazza dedicata a San Franco. Due punti di vista che raccontano bene il luogo: il paesaggio da una parte, la comunità dall’altra. È da questo doppio affaccio che prende avvio una storia che vale la pena ascoltare dal vivo.

Assergi, com’è noto, è uno dei “castelli” che partecipò alla fondazione dell’Aquila nel XIII secolo. La storia di questo paese e della sua chiesa però, inizia ben prima: questo territorio infatti fu frequentato dal popolo italico dei Vestini, la cui presenza risulta ben testimoniata dai ruderi di Prifernum, a cui seguì in età romana (I sec a.C.) la costruzione del Castrum Asserici; la fondazione della parrocchiale invece, viene datata al 1150 ed originariamente fu parte di un più vasto monastero benedettino, dedicato a “Santa Maria ad Silicem“, fondato da Sant’Equizio, compatrono aquilano. Proprio da questo titolo deriverebbe il nome antico del borgo, Asserici.

Il suo ruolo però, cambia profondamente nel Medioevo, quando Assergi diventa meta di devozione e pellegrinaggi. La trasformazione è legata alla figura magnetica di San Franco, monaco eremita, santo per la Chiesa cattolica e principale protettore del Paese, di cui sono conservate le spoglie proprio all’interno della Parrocchia. Tale figura è legata a numerosi miracoli, compiuti proprio sui monti del Gran Sasso.

Oggi la Chiesa-Santuario appare, in gran parte, nella sua fase medievale, complici i restauri del Novecento che hanno riportato alla vista l’impianto originale romanico. L’eliminazione selettiva di superfetazioni, da una parte ci lascerà ammirare la materia assai antica, dall’altra ci permetterà di osservare eccellenti opere rinascimentali e barocche, tra cui affreschi che vanno dal Quattrocento al Seicento, alcuni di mani illustri quali quelle di Saturnino Gatti e di Francesco di Paolo da Montereale, due grandi protagonisti del Rinascimento aquilano.

Una delle particolarità più sorprendenti però si trova al di sotto della chiesa: l’antica cripta romanica. Attraverso una scalinata ci si ritroverà in una selva di colonnette. Essenziale e suggestivo, questo scrigno custodisce antichi tesori.
Troveremo infatti alcuni elementi che alimentano domande e racconti, tra cui una figura femminile incoronata allungata, la cosiddetta “Madonna sdraiata”, una rara scultura lignea policroma del Trecento con interpretazioni ancora discusse; la preziosissima urna d’argento, contenente le Sacre Reliquie di San Franco, capolavoro di oreficeria sulmontina; una stele italica, che gli archeologi fanno risalire al III secolo a.C. e altre antiche testimonianze artistiche e religiose.

Per chi desidera ascoltare altre storie dal vivo, la chiesa di Santa Maria Assunta può essere visitata all’inizio dell’escursione Un VASTO racconto…

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